
Romagna da oscar
da Ferrara a Rimini...lungo la strada del CinemaGrande protagonista della nostra pellicola è la
nebbia che nelle giornate invernali nasconde
come a proteggerle le preziose campagne della
Romagna d'Este, i suoi colori, i filari delle viti,
i frutteti e uno scenario che immutabile si
perde sospeso tra terra e cielo. L'intera pianura
possiede un'innata musicalità nei paesaggi,
nei monumenti, nelle piazze e nelle
genti; una bellezza genuina che si traduce in
una sorta di predisposizione alla macchina da
presa.
La silenziosa
Ferrara, tra le suggestive
viuzze medievali e la maestosa Ercole Primo
d'Este che collega Palazzo Diamanti al castello
Estense offrendo uno scorcio in grado di togliere
il fiato, cela tra i giardini e i palazzi storie
d'amore segnate dalla spietata ingiustizia
fascista. Vittorio De Sica nel 1970 dirige
Il Giardino
dei Finzi Contini proprio nei luoghi in
cui Bassani aveva immaginato compiersi le
sorti del suo coinvolgente romanzo: le mura,
il castello, la cattedrale di San Giorgio, Corso
Biagio Rossetti, Viale della Certosa, Parco Massari.
Da Ferrara, culla del maestro Antonioni, regista
di importanti lungometraggi come
Blow‐Up, del 1966 e
Zabriskie Point, che influenzano
tutt'oggi la critica alla società del consumismo
e delle certezze, percorrendo la S.S. 16
Adriatica si incontrano,
eterne e autentiche,
le stelle più
brillanti della Romagna
d'Este che per inclinazione
e fascino
hanno sempre catturato
l'attenzione di sceneggiatori
e registi.
Bagnacavallo e
Lugo vantano
un curriculum invidiabile
e "comparse"
d'eccellenza della levatura di Sophia Loren,
Vittorio De Sica e Alberto Sordi nelle vesti di attori
e registi, Bud Spencer e Terence Hill,
Michele Placido, Eleonora Giorgi, Ugo Tognazzi
e i più contemporanei Sabrina Ferilli, Leo Gullotta,
Luca Bizzarri, Paolo Kessisoglu e Luciana
Littizzetto in pellicole di successo e dal peso cinematografico
significativo:
Il Presidente del
Borgorosso Football Club,
La Riffa, un episodio
del film
Boccaccio '70,
L'Agnese va a morire,
I Fuorilegge del Matrimonio,
E allora Mambo e
un'interminabile lista di titoli cinematografici
che hanno riscosso il consenso del pubblico.
La vicina
Rimini ispirò enormemente Federico
Fellini, cardine del cinema Italiano,
che grazie all'azzeccata fusione di ricordi
e fantasie della città natale ottenne
i massimi successi con il Leone
d'Argento del '53
I Vitelloni e
Amarcord,
senza dubbio il capolavoro
felliniano
più autobiografico
e nostalgico.