Tra leggende avvincenti e castelli possenti, mura medievali dal fascino magnetico e miti...
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Orvieto, storia e tradizioni


Orvieto ci accoglie dall'alto della sua piattaforma tufacea, un antico deposito eruttivo eroso dalle acque del Paglia. L'altezza e la facilità di difesa ha fatto sì che il luogo fosse abitato prima dai villanoviani e poi dagli etruschi che vi costruirono il celeberrimo Santuario "fanum Voltumnae" presso il quale, annualmente, si riunivano tutti gli stati etruschi. Durante il medioevo la città assunse una grandissima importanza economica e militare ed è a quel periodo che risalgono i suoi maggiori monumenti. Visitare questa città, oggi raggiungibile dal basso con funicolare ed ascensore, è come attraversare tremila anni di storia.

Il Duomo di Orvieto, un esempio di gotico italiano con parti ancora romaniche degli edifici preesistenti, è sicuramente l'emergenza architettonica più importante di Orvieto. Iniziato nel 1290 fu completato solo quattro secoli dopo. Di Giorgio Maitani, l'architetto del Duomo di Siena, questa immensa costruzione con facciata tripartita  e uno splendido ciclo di bassorilievi trecenteschi con le "storie del vecchio e nuovo Testamento". Stupendi i mosaici illustranti "storie della Vergine" cui la Basilica è dedicata. All 'interno laCappella di San Brizio, con gli affreschi sul "giudizio universale" del Beato angelico e di Luca Signorelli, e la "Cappella del Corporale" ove è esposto il "Sacro Lino del Miracolo di Bolsena" e lo splendido reliquiario, capolavoro dell'oreficeria italiana a smalto translucido.

In quelli che furono i Palazzi Papali, tutti edificati nel XIII secolo per volontà dei Papi Urbano IV, Gregorio X e Martino IV, oggi ha sede il Museo Archeologico che presenta i materiali rinvenuti nelle necropoli circostanti.

Bella la Basilica di Sant'Andreada cui Papa Innocenzo III bandì la terza Crociata, affrescata dagli allievi del Signorelli. Coevi il Palazzo Comunale, restaurato nel XVI secolo, e Palazzo Capitani del Popolo, oggi sede congressuale.

Della fortezza voluta dall'Albornoz poco rimane ma vale assolutamente la pena il "Pozzo di S.Patrizio", costruito da Antonio da Sangallo il Giovane per volontà di Papa Clemente VII che, dopo il sacco di Roma del 1527, si era rifugiato ad Orvieto e che voleva assicurarsi l'approvvigionamento idrico in caso di assedio. Si tratta di una struttura cilindrica, profonda 62 metri, a doppia elica, con 248 gradini.

Non si può lasciare questa affascinante città e le sue tradizionali espressioni artigiane dei merletti e della ceramica, senza la visita ad una delle più importanti necropoli etrusche, la necropoli di "Crocefisso del Tufo".
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