
Veneto, cultura, storia e
....tradizioni popolari della SerenissimaIl
Veneto, un tempo terra di emigranti, oggi si afferma in campo
internazionale come un territorio fra i più industrializzati e
tecnologicamente avanzati del nostro paese. Anzi il suo prodotto lordo
è maggiore di quello di tante nazioni dell'Europa danubiana. Sono
tornati i tempi del Serenissimo governo quando il leone di Venezia
dettava legge e buongoverno,
Venezia oggi, nello splendore dei suoi
monumenti, ancora ricorda i fasti trascorsi, di quando il suo Doge era
in grado di imporre il proprio volere all'imperatore bizantino, di
quando le sue galee erano padrone del Mediterraneo e monopolizzava i
commerci fra l'Oriente e l'Europa continentale. Fondata nel quinto
secolo (si dice il 25 marzo 421) dagli abitanti in fuga da Visigoti e
Unni che trovarono rifugio nella laguna, ben presto, prima sotto
l’autorità teorica di Bisanzio, poi con intrepida fierezza, vincendo le
altre repubbliche marinare, Venezia occupò la Dalmazia, le isole
ioniche, il Peloponneso. Solo la scoperta del nuovo mondo ne ridusse
l'importanza e fu la causa del lento declino che la portò ad essere
occupata da Napoleone per passare per alcuni decenni all'Austria. Ma la
sua gloria é attestata dalla città stessa: il più importante museo del
mondo a cielo aperto. Basta seguire in vaporetto il Canal Grande, la
via d’acqua interna che ne collega le varie parti, ove la nobiltà
veneta ha costruito i suoi palazzi, per giungere poi nel centro del
potere della Serenissima: Piazza San Marco. Nella Basilica, dal
caratteristico profilo bizantino, si conserva il corpo dell'Evangelista
trafugato ad Alessandria d'Egitto nell'828. Fulcro della religiosità
pubblica era la cappella privata dei Dogi che ivi venivano consacrati.
Ori, marmi, statue razziati dai veneziani durante le loro conquiste in
oriente rendono questa chiesa la più importante dell'Italia
settentrionale. Il vicino Palazzo Ducale rappresentava da solo Venezia
stessa. Vi avevano sede i Dogi ma anche tutti gli altri poteri
repubblicani: legislativo, amministrativo e giudiziario e per questo
simbolo di potere e splendore hanno lavorato i più importanti artisti
veneti dal Tintoretto al Tiziano, dal Veronese a Palma a Jacopo da
Bassano per non citarne che alcuni.
"Andar per Ombre"
Dal campanile
di San Marco si può scorgere lo splendore e la maestosità della città e
ci si rende subito conto che questo grande museo non é visitabile in
pochi giorni, tanti sono i capolavori d’arte che racchiude. Ma ogni
“Campo” presenta al visitatore monumenti di grandissima importanza e
nei “campi”, nelle osterie, sopravvive la cucina veneziana che trova la
sua forza nel pesce e nelle verdure delle isole.“Andar par ombre” non
significa solo sostare sotto pergole ombrose ma anche gustare un calice
di vino unitamente a qualche“cicheto” (bocconcini vari di genere di
pesce). I “risi e bisi” venivano serviti al Doge nel giorno di San
Marco ma qui il riso si abbina al pesce, alla zucca, alla luganega. Una
scoperta continua che va fatta senza fretta, curiosando, fermandosi e
facendo due chiacchiere come fanno i veneziani per assorbire l’atmosfera
di questa città in mezzo al mare ove il tempo pare essersi fermato.
La Laguna
Se Venezia sembra
fluttuare nel tempo e nello spazio, Mestre, del cui Comune fa parte, e
da cui parte il ponte che unisce la città alla terraferma, antico
castello dei trevigiani poi terra di villeggiature patrizie ne forma
oggi, assieme a Marghera e al suo porto, la zona industriale e
portuale. Dell'antico sistema fortificato resta la torre dell'orologio
del XII secolo mentre merita una visita la settecentesca chiesa di San
Lorenzo. Ma non si può lasciare la laguna che ha permesso la nascita di
Venezia senza visitare, nel suo angolo meridionale, Chioggia, con la
sua tipica struttura a lisca di pesce con strade e canali orientati da
nord a sud, nota per l'importante flotta peschereccia nonché per le
commedie in dialetto veneziano che qui vi ambientò il Goldoni.
L'ambiente é lo stesso di Venezia l'aria é paesana e la vita si svolge
lungo il Corso del Popolo ed il parallelo canale della Vena. Luogo di
cibi genuini portati freschi ogni giorno dal mare e dagli orti. Meta
gastronomica di palati raffinati, la cucina chioggiotta trova la sua
forza nell’origine povera di molti suoi piatti: il "Saore", i "Bigoli
insalsa", il "broeto" di pesce ed il risotto con i "gò" (ghiozzi di
laguna), le "biberasse in cassiopippa" (vongole stufate) o la "luserna
incovercià" (pesce lucerna in tegame) e poi il pane tipico "i bossolà",
fino al dolce a base di radicchio e carote "la ciosota". Un lungo ponte
di 800 metri unisce Chioggia a Sottomarina, oggi celebre stazione
balneare alla ribalta delle cronache nazionali come 5° località
turistica per la sicurezza pubblica. La spiaggia di Sottomarina,
anticamente, si presentava come una sottile striscia di terra, il
cordone litoraneo più meridionale della laguna veneta. L'abitato era
rivolto verso la laguna del Lusenzo e praticamente limitato alla zona
che dal porto arriva fino all'attuale Mercato Vecchio. Oggi la spiaggia
di Sottomarina si prolunga oltre le foci del fiume Brenta, fino a
quelle dell'Adige. Lunga una decina di chilometri, con una profondità
che raggiunge in alcuni tratti i 300 metri, la spiaggia di Sottomarina
é caratterizzata ed apprezzata per la qualità della sua sabbia,
finissima, con grande presenza di augite, quarzo, silicati ed elementi
micacei uniti ad una ventilazione regolarmente moderata ma costante che
rendono questa spiaggia un luogo particolarmente consigliato per cure
eliopsammoterapiche e per una splendida abbronzatura
Il Carnevale di Venezia
Le
origini del Carnevale di Venezia risalgono addirittura al X secolo. Le
cronache raccontano che nei giorni precedenti la Quaresima la gente di
ogni ceto e nazionalità si riversava nelle strade della città per
festeggiare, mascherata da "baùtta", "tabarra" e "tricorno". Le calli
si riempivano di cortei colorati e festanti e la gente accorreva per
assistere agli spettacoli improvvisati di danzatori, giocolieri e
saltimbanchi. Dovunque, nei caffè e nei teatri pubblici, nelle case
private e nelle accademie, si inscenavano rappresentazioni e spettacoli
teatrali, e non mancavano nei palazzi e nelle dimore nobiliari danze e
feste da ballo. I giorni più importanti del Carnevale erano, allora
come oggi, il Giovedì e il Martedì Grasso. Il Giovedì Grasso era
riservato ai cortei dei macellai, dei fabbri e degli artigiani. Dopo
aver sfilato conducevano dei tori in Piazza San Marco e,
alla presenza del Doge, decapitavano le bestie portate in processione.
La festa proseguiva con i fuochi d'artificio e il Volo dell'Angelo(oggi
Volo della Colombina), che consisteva nella discesa di un acrobata dal
Campanile di San Marco fino alla Loggia Foscara del Palazzo Ducale. Il
Martedì Grasso rappresentava il culmine dei festeggiamenti, con sfilate
di maschere, canti e balli fino allo scoccare della mezzanotte. In
seguito alla caduta della Repubblica di Venezia il Carnevale subisce
una fase di arresto, per poi ricomparire solo in tempi più recenti. Il
Carnevale di Venezia é tra i più famosi di tutto il mondo ed é un
appuntamento internazionale la cui importanza si rinnova di anno in
anno attraverso la partecipazione di migliaia di persone che, spinte
dal desiderio di socializzare, invadono festanti la città, in una
dimensione fantastica che solo la magia di Venezia può offrire. A
differenza degli altri carnevali, quello di Venezia coinvolge l'intera
città. Vivere il Carnevale di Venezia significa quindi partecipare alla "festa" ed a i suoi riti.
Le Terme Euganee
La ricchezza dei centri
termali euganei é data dall’acqua, caldasalso-bromo-iodica che si trova
nel sottosuolo, di originigeotermiche. Dalle Prealpi, da quote di circa
2000 metri, l'acqua piovana penetra nel sottosuolo sino ad una
profondità di 2500-3500 metri, arricchendosi in tale tragitto di sali
minerali, e progressivamente riscaldandosi. Percorre in oltre 50 anni
la distanza di 70-100 Km che separa le Prealpi dalla Zona Euganea; qui
per le particolari condizioni strutturali del sottosuolo, può compiere
una rapida risalita mantenendo pressoché inalterate fino alla
superficie l'elevata temperatura (70°C-87°C) e la salinità. La sua
composizione chimica e la temperatura giocano un ruolo di notevole
importanza sull'azione terapeutica del fango e nello sviluppo della
particolare microflora vegetale (alghe) e animale (microrganismi) che
si forma durante il processo di maturazione del fango. Nei singoli
stabilimenti termali annessi ad ogni albergo, la medicina termale é
impiegata nel trattamento e nella prevenzione di una vasta gamma di
patologie. In particolare la osteoporosi, i reumatismi fibromiositici
(borsiti,tendiniti, periartriti), lesioni traumatiche e postumi di
fratture, interventi ortopedici, i reumatismi dismetabolici ed
infiammatori primari. Inoltre si trattano anche malattie dell'apparato
respiratorio. Ogni tipo di attività curativa termale si svolge sotto
l'attenta sorveglianza e la responsabilità di medici e personale di
alta specializzazione. Tra i trattamenti principali è previsto quello
della fangoterapia, composto di quattro momenti fondamentali: il fango,
il bagno in acqua termale, la reazione sudorale ed il massaggio ad
azione tonificante sul sistema muscolare e nervoso. Dietro prescrizione
del medico può venire praticata anche la terapia in "Grotta Sudatoria",
un apposito ambiente realizzato per un bagno di vapore di acqua termale
particolarmente indicato per la cura dell’obesità, della gotta e del
diabete. Un'altra efficace terapia è quella inalatoria, infatti, tutti
gli alberghi termali sono dotati di un apposito reparto per la
balneoterapiainalatoria, che trova largo impiego nei trattamenti di
numerose malattie otorinolaringoiatriche e dell'apparato respiratorio.
Idromassaggio, massoterapia, chinesiterapia e, nel campo della medicina
riabilitativa, l'idrochinesiterapia rappresentano inoltre un
complemento definito ormai indispensabile della fangoterapia. Infine,
per riprendere un aspetto ed una forma fisica perfetti ed invidiabili
le strutture termali offrono molteplici proposte curative di estetica
media per riacquistare elasticità e freschezza della pelle, per
combattere il rilassamento dei muscoli del viso e del corpo e per
ritrovare l'energia psicofisica.