Tra leggende avvincenti e castelli possenti, mura medievali dal fascino magnetico e miti...
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Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano

Presentazione del Parco, Flora e Fauna

Chi sceglie il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano sceglie un territorio che, insieme ai siti archeologici di Paestum, Velia e alla Certosa di Padula, è stato dichiarato dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità quale “paesaggio culturale” di valenza mondiale e Riserva di Biosfera. Sceglie un territorio dove si concentra la maggiore biodiversità del Mediterraneo, sceglie la bellezza delle due aree marine protette di “Santa Maria di Castellabate” e di “Costa degli Infreschi e della Masseta”. Ritengo sia fondamentale far conoscere ai turisti le meraviglie della costiera cilentana, ricca di località che hanno accettato la sfida di un turismo ecocompatibile e dove da anni sventolano la Bandiere Blu della Fee - Foundation for environmental education. Allo stesso tempo, penso sia importante accendere i riflettori sulle meraviglie paesaggistiche e storico-artistiche dei tanti borghi antichi che costellano i monti e le valli del Cilento e del Vallo di Diano, nonché promuovere l’agricoltura di qualità e le produzioni locali. Un susseguirsi di emozioni pervade chi si addentra nella natura e nella cultura del Parco. Il visitatore potrà ammirare i suoi diversi e incontaminati paesaggi, i suoi siti archeologici, i suoi palazzi gentilizi, le sue chiese e i suoi monumenti, lasciandosi avvolgere dai sapori dei prodotti tipici di questa terra, patria della Dieta Mediterranea. La nostra sfida è promuovere un turismo ecocompatibile, coniugando la protezione della natura e della biodiversità con lo sviluppo sociale, culturale ed economico delle comunità locali, convinti di rappresentare la punta di diamante dell’intero Mediterraneo.

                                                                                                                        
Amilcare Troiano
Presidente del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano






FLORA E FAUNA DEL PARCO

Che cos’è il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano se non «il risultato dell’opera combinata della natura e dell’uomo»? Con questa motivazione, nel 1998, l’Unesco inseriva l’area protetta, insieme ai siti archeologici di Paestum e Velia e alla Certosa di San Lorenzo a Padula, nella lista dei “Siti Mondiali Patrimonio dell’Umanità”.
Nel 1997, il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano veniva inserito nella Rete delle Riserve di Biosfera del programma MAB dell’Unesco.
Oggi, nell’area protetta, sono stati istituiti 28 Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e 8 Zone di Protezione Speciale (ZPS). È questo l’identikit di un affascinante regno della biodiversità, affacciato sul Mediterraneo, dove si contano 2.000 specie di piante autoctone spontanee. Tra queste, signoreggia, la Primula di Palinuro, (Primula palinuri Petagna) divenuta il simbolo del Parco. Lungo lo scenario costiero fioriscono il Garofano delle rupi (Dianthus rupicola), la Centaurea (Centaurea cineraria), la Campanula napoletana (Campanula fragilis) mentre su alcune spiagge del litorale cilentano fa bella mostra di sé il raro Giglio marino (Pancratium maritimum).

Tra le meraviglie della flora, l’endemica Ginestra del Cilento (Genista cilentina) e la Minuartia moraldoi che cresce sulle rupi calcaree del Monte Gelbison.
E se lungo la costa si può ammirare il Pino d’Aleppo (Pinus halepensis) e nelle aree collinari le Querce, i Castagni, gli Olmi, i Frassini e i Tigli, sui monti imperano secolari faggete, boschi d’Abete Bianco (Abies alba) e di Betulla (Betula Pendula). A Sassano, irrinunciabile una passeggiata nella Valle delle Orchidee, uno spettacolo di 184 entità di orchidee selvatiche.

Biodiversità vuol dire però anche fauna.
Nell’area protetta, è ricca la popolazione della Lontra (Lutra lutra), regina dei corsi d’acqua. A farle compagnia la rara Salamandra dagli occhiali (Salamandrina terdigitata) e la Rara appenninica (Rana italica). Sui monti volano l’Aquila reale (Aquila chrysaetos) e il Falco pellegrino (Falco peregrinus). Nel puzzle della biodiversità ci sono anche la Lepre italica (Lepus corsicanus), specie definita un endemismo dell’Italia meridionale, il Lupo (Canis lupus) individuato nel comprensorio degli Alburni e sul monte Cervati, la Martora (Martes martes), il Gatto selvatico (Felis silvestris) e la Volpe (Vulpes volpes). Sul Monte Cervati con un progetto di reintroduzione, sono ritornati ad abitare il Cervo (Cervus elephas) e il Capriolo italico (Capreolus capreolus italico). Nel Parco del Cilento e Vallo di Diano inoltre sono state censite ben 21 specie di chirotteri.
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